Memorie

Brani di diari privati e album di ricordi per le avventurose vite degli emigranti, provenienti da archivi pubblici e privati e pubblicazioni.

1933, Argentina, Sebastiano Tropini

Cari genitori Tropini e Chiardola,
Veniamo con la presente lettera per farvi sapere nostre notizie. Grazie al supremo stiamo in buona salute […] Dopo aver emigrato e pasatto anni lavorando di servitori sempre col l’animo sempre con quella forsa che deve avere un buon lavoratore un buon Italiano e vale dire un sambuchese che vanno ai paesi stranieri per vincere o morire.
Cari genitori entrambi. Voliamo noialtri raccontarvi un pocho la vita nostra oggidi dopo aver sofferto guadagnando un misero salario el pane di sette croste l’america viene pintorescha nei libri viene bella nelle parole viene tutte rose senza spine. Però non e cosi.
Noi due che siamo sempre stati lavoratori saviiAbiamo colla grazia di Dio, vinto vale dire saliti di abbasso dominio. Ora lavoriamo per conto nostro. Nelle nostre piccolezze se Dio vuole lavoriamo 68 Etare e abbiamo tutte le arnesi neccesari per lavorarle e più abiamo 25 cavalli che e il nostro divertimento per attacarlial’aratro perché sono cavalli puledri che non sono stati acchiapati mai solamente di noi due e sono bastante matti. Pero l’italiano che sappia essere e vuole vincere domina anche i cavalli. Genitori se voialtri vedessi la casa che noi abitiamo lavorata vale dire fatta da noi due medesimi e di fango con paglie di lino e coperta di zingo casa che a voi le daria incantabile nel vederla. Già abbiamo seminato avena per i cavalli e più tardi racatarla di 10 ettare lavoro di due giorni senza affaticarci. Altre novità nessuna saluti di tutti i Sambuchesi residenti in Americha e farete tanti saluti a tutti quelli deche domandino de noi e della lontana Argentina ricevette i più sinceri saluti e abbraci de vostri figli e frattelli. Sebastiano Tropini e Giovanni Chiarola

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